La Cooperazione di Credito: un modello da preservare

Nel dibattito sulla solidità e sul futuro del sistema bancario si distinguono in modo ancora più netto i caratteri peculiari del Credito Cooperativo: un sistema bancario che pratica un’”altra” finanza, profondamente radicata nei territori e incentrata sui concetti di prossimità e fiducia

Nel dibattito sulla solidità e sul futuro del sistema bancario – in questi ultimi tempi amplificato a causa delle difficoltà derivanti delle contingenze geopolitiche sempre più articolate e mutevoli – si distinguono in modo ancora più netto i caratteri peculiari del Credito Cooperativo: un sistema bancario che pratica un’”altra” finanza, profondamente radicata nei territori e incentrata sui concetti di prossimità e fiducia. Si potrebbe definire tale approccio una vera e propria “filosofia bancaria”, frutto di un percorso intrapreso sul finire del XIX secolo e ancora oggi in grado di supportare le BCC davanti alle sfide che la realtà pone.

Il Presidente di Federazione Lombarda, Alessandro Azzi, intervenuto lo scorso 18 luglio in occasione dell’assemblea di Federcasse, svoltasi presso il Teatro alla Scala di Milano, ha riassunto tale concetto, che unisce l’impegno messo in atto dalle Casse Rurali sul finire dell’800 a quello attuale delle Banche di Credito Cooperativo, con l’espressione “sinfonia cooperativa”: come La Scala ancora oggi rimane un punto fermo all’interno del panorama culturale e artistico italiano e non solo, così le BCC, fedeli alla propria storia e tradizione, continuano a ricoprire un ruolo centrale all’interno delle comunità che queste rappresentano.

Durante l’Assemblea di Federcasse, il Presidente Azzi si è fermato in particolar modo sul concetto di “tradizione”: una parola «che deriva dal latino trāděre, consegnare oltre, tramandare. La tradizione, dunque, nel suo significato più ampio, si riferisce alla trasmissione di usanze, credenze, conoscenze, valori e storie nel tempo, da una generazione all’altra». La vera sfida, dunque, è quella di saper comunicare quei caratteri propri della cooperazione di credito che permettono al nostro mondo di essere innovativo, rispondendo efficacemente alle minacce, cogliendo le opportunità che si presentano, senza tradire il proprio carattere.

«L’innovazione, ha continuato Azzi, non deve essere un’emulazione dei grandi operatori finanziari che tendono al “gigantismo». La strada del Credito Cooperativo non è quella del “risiko bancario”; un fenomeno oggi quanto mai attuale, fatto di fusioni e aggregazioni che, pur razionalizzando risorse, rischiano di allontanarsi dalla comunità.

«La “nostra” innovazione risiede nella capacità di “crescere per linee interne”, intensificando il presidio territoriale anche dove altri operatori hanno scelto di ritirarsi».

Alessandro Azzi

In questo senso, le BCC non si limitano a presidiare il territorio ma adottano come propria linea strategica quella della prossimità: le Banche di Credito Cooperativo rappresentano oggi l’unica presenza bancaria in 781 comuni italiani, l’80% dei quali con meno di 5.000 abitanti. Una scelta in controtendenza che permette di generare valore per l’economia reale, le famiglie e i progetti dei più giovani.

Il modello di crescita sostenuto dal Credito Cooperativo si basa su una modalità pienamente sussidiaria e collaborativa; a fianco delle BCC, infatti, lavorano le Federazioni locali e nazionali e i Gruppi Bancari Cooperativi. Si tratta di una sinergia in grado di valorizzare la “biodiversità interna” del sistema, preservandone l’autonomia operativa e la funzione sociale.

Tale visione è confermata anche dalle parole del Presidente di Federcasse, Augusto dell’Erba, e del Presidente del Gruppo BCC Iccrea, Giuseppe Maino, entrambi intervenuti durante l’ultima Assemblea di Federcasse: dai loro interventi, infatti, è emerso come la riforma del 2016 da cui sono nati i Gruppi Bancari Cooperativi abbia permesso di consolidare e rafforzare il sistema senza sacrificare l’identità cooperativa delle singole banche. Ancora oggi, infatti, sono le BCC i reali centri decisionali dell’intero sistema mutualistico di credito: luoghi vicini e prossimi ai soci e ai clienti e, dunque, in grado di conoscere le esigenze della comunità e di rispondere in modo efficace e puntale.

È questa, infatti, la caratura che ancora oggi mantiene il Credito Cooperativo: quella di saper istillare fiducia e di accompagnare ciascun individuo in una realtà che appare sempre più complessa e individualista. È con questo obiettivo, volto allo sviluppo dei singoli territori, che sono nate le Casse Rurali e si è generato l’intero mondo cooperativo: un approccio che occorre tutelare al fine di contribuire alla costruzione di luoghi sempre più inclusivi e sostenibili.

Solo testimoniando con la nostra opera il valore che professiamo, potremo vincere questa sfida e saremo in grado di affidare l’enorme patrimonio – soprattutto umano e culturale – alle nuove generazioni».

Alessandro Azzi

Pubblicato il 26 Agosto 2025

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