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Come accompagnare la trasformazione tecnologica senza perdere il legame con le persone e i territori? È la questione al centro del Convegno di Studi della Federazione Lombarda delle BCC
Come accompagnare la trasformazione tecnologica senza perdere il legame con le persone e i territori? È la questione al centro del Convegno di Studi della Federazione Lombarda delle BCC, “Custodire l’umano. La cooperazione di credito tra persona e algoritmo, dalla Rerum Novarum alla Magnifica Humanitas”, svoltosi il 9 e 10 ottobre al Teatro Filarmonico di Verona.
L’incontro ha coinvolto circa 300 ospiti ed esponenti del Credito Cooperativo lombardo e nazionale, mettendo a confronto istituzioni, mondo accademico e vertici del sistema bancario sui cambiamenti che l’intelligenza artificiale sta introducendo nell’economia e nella società. Il filo conduttore è stato il ruolo delle banche di prossimità: realtà chiamate a innovare strumenti e servizi continuando a sostenere famiglie, imprese e comunità locali.
Nel suo intervento, il presidente della Federazione Lombarda delle BCC, Alessandro Azzi, ha evidenziato la necessità di rafforzare il ruolo delle banche cooperative a fianco delle imprese, soprattutto delle micro e piccole realtà produttive.

“La sfida, per le BCC, è evolvere, ancora di più, da finanziatori a veri e propri “mentori” e partner per lo sviluppo delle PMI”, ha affermato, richiamando l’importanza di accompagnare le aziende negli investimenti in efficientamento energetico, automazione, intelligenza artificiale, cybersicurezza e formazione del capitale umano.
In questo percorso, le BCC possono mettere a disposizione delle imprese non soltanto risorse finanziarie, ma anche conoscenza dei territori e capacità di costruire rapporti duraturi. Come ha sottolineato Azzi, le banche cooperative, insieme alle Capogruppo e alle Federazioni locali, hanno gli strumenti per sostenere la transizione digitale e sostenibile attraverso “modelli di finanza paziente e personalizzata”, valorizzando le filiere produttive e le reti territoriali.
Il presidente ha poi spostato l’attenzione dalla tecnologia al modello economico e sociale che si intende costruire. “Prima ancora di parlare di come porci davanti all’intelligenza artificiale, il punto da affrontare è il modello di economia che vogliamo costruire e lo spazio di libertà e responsabilità che vogliamo “abitare””, ha spiegato.
Una riflessione che riguarda direttamente l’attività bancaria: una decisione di credito, infatti, non può essere ridotta a un insieme di parametri, perché coinvolge persone, famiglie, imprese e prospettive di sviluppo delle comunità.
Per Azzi, il valore della cooperazione consiste proprio nella capacità di tenere insieme innovazione e responsabilità, efficienza e fiducia, tecnologia e conoscenza dei territori. L’intelligenza artificiale può contribuire a rendere più efficaci i processi, ma deve essere utilizzata in modo da rafforzare, non sostituire, la relazione con soci e clienti. Il valore sociale, in questa prospettiva, non è un elemento secondario dell’attività bancaria, ma una componente essenziale dell’identità delle BCC.
I dati relativi al primo semestre 2026 confermano la presenza capillare delle 26 BCC lombarde e il loro contributo all’economia regionale. Il sistema conta 220 mila soci e oltre un milione di clienti, opera attraverso 721 sportelli e impiega più di 5 mila dipendenti. Le banche sono presenti in 515 Comuni, in 165 dei quali rappresentano l’unico istituto bancario.
La raccolta diretta raggiunge 36,5 miliardi di euro, con una crescita del 4,8%, mentre gli impieghi ammontano a 25,5 miliardi, in aumento del 5,6%.
A giugno 2026, i finanziamenti alle famiglie consumatrici superano i 10,4 miliardi di euro, con una crescita dell’8%. Al sistema produttivo lombardo sono stati destinati oltre 15 miliardi di euro.
Particolarmente significativo è il sostegno alle micro e piccole imprese, che assorbono oltre il 19% del totale dei finanziamenti, contro il 9,4% dell’industria bancaria. Le quote di mercato delle BCC raggiungono inoltre il 22,6% nell’agricoltura, il 13,8% nelle costruzioni, il 12,1% nelle attività immobiliari e l’11,6% nei servizi legati al turismo e alla ristorazione.
I lavori del 9 ottobre si sono aperti con i saluti di Luisa Ceni, assessora alle Politiche sociali e abitative, al Terzo settore e ad ATS del Comune di Verona, seguiti dagli interventi di Flavio Piva, presidente della Federazione Veneta BCC, e Francesco Polo, direttore della Federazione del Nord Est.
L’assessora Ceni ha richiamato l’importanza di accompagnare l’innovazione preservando le relazioni umane, mentre il presidente Piva ha sottolineato la necessità non soltanto di custodire l’umano, ma anche di trasmetterne il valore alle generazioni future. Il direttore Polo ha poi collegato il tema del convegno alla riflessione sui documenti pontifici, evidenziando l’importanza di rispettare le diversità delle persone e dei territori, evitando che l’uniformità tecnologica finisca per appiattirne le specificità.
L’intervento del professor Enrico Berbenni, docente di Storia della Banca e della Cooperazione di Credito presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, ha approfondito le origini e l’evoluzione della cooperazione mutualistica, mettendo in relazione le trasformazioni economiche del passato con quelle contemporanee. Se l’industrializzazione di fine Ottocento aveva ampliato le possibilità produttive senza garantire adeguate tutele ai lavoratori, oggi l’intelligenza artificiale offre nuove opportunità, ma solleva interrogativi sulla dipendenza dalla tecnologia e sul ruolo delle persone nei processi decisionali.

Il rapporto tra persona e intelligenza artificiale è stato al centro del dialogo tra Luca Peyron, professore di Teologia e componente dell’Humane Technology Lab dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Jessica Baroni, portavoce Rete regionale Giovani Soci Lombardia, Giulia Zanoni, vice Portavoce regionale Giovani Soci Lombardia ed Elisa Bernardini, portavoce Rete Nazionale Giovani Soci. Il professore Peyron ha invitato a interrogarsi sulle finalità dello sviluppo tecnologico, sottolineando l’importanza di valutare l’innovazione in base al suo contributo al benessere umano, senza ridurre le persone a semplici ingranaggi dei sistemi digitali. Il confronto ha permesso di approfondire anche le implicazioni della trasformazione tecnologica per le nuove generazioni, dal lavoro alle relazioni, fino alle responsabilità connesse all’utilizzo degli strumenti digitali.
Di grande attualità anche l’intervento di Gabriele Sepio, professore di Diritto tributario ed Economia sociale presso la Scuola Nazionale dell’Amministrazione, dedicato al nuovo paradigma tecnocratico e al Piano Nazionale per l’Economia Civile. Sepio ha evidenziato la necessità di consolidare il riconoscimento dell’economia sociale nelle politiche pubbliche, valorizzandone il contributo al benessere collettivo. Una prospettiva particolarmente vicina alla cooperazione di credito, che coniuga sostenibilità economica e attenzione ai bisogni delle comunità. Le conclusioni della prima giornata sono state affidate a Raffaele Arici, direttore generale della Federazione Lombarda BCC.
Il 10 ottobre i lavori sono ripresi con i saluti istituzionali di Marta Modonesi, direttrice della Filiale di Verona della Banca d’Italia, e Guido Guidesi, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia. L’assessore ha richiamato la necessità che anche il Credito Cooperativo partecipi attivamente alla sfida dell’innovazione tecnologica, contribuendo alla competitività delle imprese e accompagnando le realtà di minori dimensioni nell’adozione di nuovi strumenti.
Le applicazioni dell’intelligenza artificiale nel sistema economico locale sono state al centro degli interventi di Fabio Antoldi, professore di Strategia aziendale e imprenditorialità presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, e Giuliano Noci, prorettore e professore di Ingegneria economico-gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano. Il professore Antoldi ha approfondito le opportunità offerte dall’intelligenza artificiale alle imprese, evidenziando l’importanza di favorirne la diffusione e di accompagnare le PMI nell’affrontare le trasformazioni tecnologiche. Il prorettore Noci ha invece sottolineato il contributo che il credito cooperativo può offrire in questo percorso, sostenendo le aziende nell’adozione consapevole delle nuove soluzioni e promuovendo un’innovazione capace di coniugare competitività, competenze e attenzione alle specificità del territorio.
Il punto di vista del settore finanziario è stato approfondito da Giovanni Petrella, preside della Facoltà di Scienze bancarie, finanziarie e assicurative dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, che ha esaminato lo stato di introduzione e utilizzo dell’intelligenza artificiale nel sistema bancario. L’evoluzione tecnologica apre nuove possibilità per l’organizzazione dei processi e lo sviluppo dei servizi, ma richiede attenzione alla responsabilità delle decisioni automatizzate e al mantenimento di adeguati presidi umani.

A completare il confronto è stato il dialogo tra Mauro Pastore, direttore generale del Gruppo BCC ICCREA, e Alessandro Failoni, vicedirettore generale vicario del Gruppo Cassa Centrale Banca, moderato da Andrea Perrone, vicedirettore del Centro di Ricerca sul Credito Cooperativo. Al centro della discussione, le prospettive delle banche di comunità di fronte alla trasformazione digitale e la necessità di coniugare innovazione organizzativa, sviluppo dei servizi e vicinanza a famiglie e imprese.
Le conclusioni sono state affidate ad Augusto dell’Erba, presidente di Federcasse, che ha richiamato i principi di sussidiarietà, proporzionalità e biodiversità, elementi distintivi di un sistema chiamato a valorizzare le specificità territoriali e a rispondere in modo adeguato ai bisogni delle comunità.
(Nella foto di apertura, un momento dell’intervento del presidente della Federazione Lombarda delle BCC, Alessandro Azzi nel corso dell’evento annuale del 9 e 10 ottobre 2026).
Pubblicato il 13 Ottobre 2026